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Sicula Leonzio-Paganese, i Top e Flop azzurrostellati

Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Se non è stata la partita perfetta, poco ci manca: la Paganese regola a domicilio la Sicula Leonzio (3-0) e dà un calcio alla crisi dimostrando di aver beneficiato a pieno regime della sosta prolungata seguita al match di Coppa Italia di due settimane fa con la Juve Stabia (gli azzurrostellati, nell’ultimo turno, avevano riposato). E’ una squadra formato trasferta quella che viola il Massimino stendendo al suolo i bianconeri, sonoramente fischiati dai propri tifosi a fine gara. Sono tre, infatti, le vittorie ottenute fuori dal Torre nel corso di questo campionato (Cosenza, Siracusa e, appunto Catania sponda Sicula), in attesa di sfatare il tabù casalingo. Coi siciliani non c’è stata mai gara: Paganese quasi sempre padrona del campo, tatticamente ordinata e, stavolta, tesa e concentrata per tutto l’arco del match senza alcun momento di disorientamento. Gli azzurrostellati hanno lasciato alla Sicula le briciole, consumate perlopiù con qualche fiammata estemporanea nata sull’inventiva di Bollino e sulla buona vena di Arcidiacono, che ha lottato sempre come un forsennato senza risparmiarsi mai. Peraltro il tecnico Massimiliano Favo, anche sul doppio vantaggio, non ha concesso alcun millimetro ad atteggiamenti speculativi o calcoli tatticisti, non cambiando di una virgola il proprio 4-3-3 in nome di un percorso identitario ben preciso. Una scelta che ha premiato la Paganese non fornendo stimoli alla riscossa bianconera.

Favo in un certo senso lo ha fatto intendere: lavorare qualche giorno in più, senza l’assillo di un impegno ufficiale, è servito per rimettere a puntino alcuni meccanismi difensivi di difficile composizione. E, aggiungiamo noi, per rigenerare testa e motivazioni del gruppo, alle prese con un momento psicologico molto delicato. Non che questo blitz debba illudere più di tanto: la Paganese ci ha abituati, per il suo Dna, a scalate improvvise e rovinose discese. Servono continuità e identità, due pilastri fondamentali mai piantati in questo grande tendone azzurrostellato. Come è chiaro che gennaio – e la società ne è consapevole nonostante la prova magnifica sull’isola – sarà periodo di cambiamenti. Non radicali, certo, ma importanti.

La classifica, per quanto pericolante, è ora meno ingenerosa perché Cosenza, Fondi, Casertana e Sicula Leonzio sono ad un passo. E proprio i bianconeri, dopo la disfatta con i liguorini, hanno dato il benservito a Pino Rigoli dando il benvenuto ad Aimo Diana. Una decisione che era nell’aria considerato l’andamento deficitario in campionato nonostante una rosa molto qualitativa e costruita con grossi sacrifici economici. Basti pensare ai due elementi strappati agli azzurrostellati a fior di milioni: Bollino (che pareva dovesse essere riconfermato) e Aquilanti. Non era questo il cammino che si attendeva la società. Da qui il cambio.

Domenica, dopo il test di Coppa di domani a Caserta, arriverà il Lecce capolista e la squadra di Favo potrà calarsi nell’arena sapendo di non aver nulla da perdere. Nel frattempo, queste ultime ore in casa azzurrostellata hanno prodotto due novità, una positiva e l’altra negativa. La più amara riguarda la rescissione consensuale del contratto col regista Imperio Carcione, che già aveva saltato il match in Sicilia e ora torna a Cassino (città dove vive) per gravi problemi familiari. Il giocatore resta per ora libero sul mercato. La seconda giunge dal Settore Tecnico della Figc, che ha incoronato Antonio Bocchetti tra i 44 nuovi Direttori Sportivi. Per il Coordinatore dell’Area Tecnica della Paganese l’inizio di una inedita ed affascinante pagina professionale. Di seguito i Top e Flop azzurrostellati dell’ultima sfida con la Sicula Leonzio.

TOP

CESARETTI – E’ il migliore in assoluto dei suoi. Perché trascina per mano i compagni ed è quello che, in proporzione agli altri, tira più volte in porta. Ben cinque, per la precisione: due conclusioni e un colpo di testa neutralizzati da Narciso, un diagonale sfilato di poco a lato e il colpo da biliardo che da oltre 30 metri porta avanti la Paganese. Una perla per palati fini, una fiondata di rara potenza e precisione.

SCARPA – La sua perla su punizione in pieno recupero è la sintesi di una giornata perfetta. Strappa il calcio franco dopo un corpo e corpo con l’altro 10, l’ex Bollino, e crea dalla mattonella giusta ciò che, se è difficile per gli altri, per lui è spesso un’inezia. Torna a fare l’esterno d’attacco quando Bensaja rileva Maiorano. Con Cesaretti guida la scuderia dei migliori marcatori azzurrostellati con sei reti ciascuno (l’asso di Torre Annunziata ha in più un centro su rigore in Coppa Italia).

LA LINEA DIFENSIVA – Attenta, rabbiosa e concentrata come non era mai capitato. E stavolta per oltre 90 minuti, non a tempo determinato. Da Piana a Meroni passando per Picone e Della Corte. Un poker orchestrato da un Gomis tirato a lucido e da cui questa squadra non può prescindere. Da non trascurare la solita gara di qualità e quantità di Tascone, mentre finalmente Baccolo si è disimpegnato in modo preciso e ordinato nel ruolo di play

FLOP

Non ci può essere alcuna insufficienza in questa performance esemplare della Paganese. Meno appariscente la gara di Talamo il quale, comunque, ha garantito sacrificio ed abnegazione tornando ad agire da terminale offensivo nel 4-3-3. Brillano di più Maiorano e Cesaretti nel tridente, ma l’ex Cremonese prova quando può a sviluppare movimenti e profondità.

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Giornalista pubblicista e’ uno dei fondatori di Footballweb

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