Nel segno del tre, segnali di vita dal Napoli

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Bisognava reagire dopo la brutta eliminazione dalla Coppa Italia subita contro il Milan, una sconfitta che aveva portato con sé tante critiche e tanto malumore. Il Napoli visto contro la Sampdoria era proprio quello che i tifosi avrebbero voluto vedere nella doppia sfida contro i rossoneri, fosse stato così, si sarebbero potuti avere due punti in più in campionato e le semifinali di Coppa Italia da preparare. Magari non entrambe le cose, ma almeno una delle due sarebbe servita eccome, perché la Juve ha toppato anche in campionato pareggiando in casa con il Parma, avere due punti in più in classifica, avrebbe potuto rendere la corsa scudetto leggermente più avvincente. Un conto è avere nove punti di svantaggio rispetto alla Juve, quelli che ci sono adesso, un altro sarebbe stato averne sette, con la speranza di ridurli ulteriormente nello scontro diretto al San Paolo. È vero che la Juve, al di là del rocambolesco pari contro il Parma, ha finora avuto un rendimento pazzesco, ma anche il Napoli ha contribuito alla sua fuga lasciando troppi punti per strada, soprattutto i due in casa contro il Chievo, fanalino di coda, e quello che ormai era stato quasi conquistato contro l’Inter, lontana undici punti dal Napoli avendo perso anche a San Siro contro il Bologna.

La crisi dell’Inter di Spalletti, ha fatto sì che i partenopei blindassero il secondo posto, difficile pensare che possano dilapidare ben undici punti, così come è difficile che il discorso scudetto si possa riaprire sebbene il gap si sia ridotto, ma troppo poco per rimettere in discussione le gerarchie. Sicuramente la Juve non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori, nelle ultime due partite, contro Atalanta e Parma, ha incassato ben sei reti, Zapata prima e Gervinho poi hanno fatto sfracelli nella retroguardia bianconera che, quando è orfana di Bonucci e Chiellini, sbanda paurosamente. Il Napoli è riuscito, quindi, a scrollarsi di dosso le critiche piovutegli addosso dopo la sconfitta di Milano imponendosi con una certa autorevolezza contro la Sampdoria. 3-0, lo stesso risultato con cui all’andata gli uomini di Giampaolo avevano spadroneggiato su uno stralunato Napoli, che ritornò con i piedi per terra dopo le prime due vittorie contro Lazio e Milan. La gara contro i doriani, era stata già messa in cassaforte nel primo tempo con i gol di Milik, che rimpingua il suo personale bottino, e Insigne, che ha rotto un digiuno di tre mesi.

Nella ripresa, la Sampdoria ha provato ad impensierire la porta di Meret ma senza creare grosse occasioni, sontuoso Koulibaly che, oltre a giganteggiare come suo solito in difesa, si è lanciato spesso e volentieri in pericolose proiezioni offensive. Il pubblico avrebbe voluto che fosse lui a calciare il rigore con cui Verdi, subentrato pochi minuti prima, ha firmato il 3-0 finale, gioia anche per l’ex Bologna che, dopo essersi messo alle spalle l’infortunio, spera di avere più spazio. Non può bastare una vittoria per scacciare tutte le perplessità che gravitavano intorno al Napoli, soprattutto perché serve continuità per provare ad avvicinarsi al record di punti dello scorso anno. La squadra si trova in una situazione in cui deve trovare le motivazioni ogni settimana, perché il secondo posto sembra ormai ipotecato mentre il primo è sempre lontano, l’Europa League è un obiettivo ma è una competizione troppo lunga e non sono ancora iniziati i sedicesimi.

Il primo obiettivo deve essere quello di andare a Firenze e giocarsela con la stessa convinzione con cui si è affrontata la Sampdoria, a maggior ragione in quello stadio in cui lo scorso anno sfumò il sogno tricolore quando sembrava ad un passo. L’equilibrio difensivo pare che stia migliorando, il Napoli ha subito diciotto gol, solo tre in più rispetto alla Juve che ha sempre costruito i suoi successi sull’imperforabilità del pacchetto arretrato. Inoltre, in ventidue partite di campionato, gli azzurri ne hanno chiuse dieci con la porta inviolata, due volte è successo anche in Champions, potevano esserne tre su sei se contro la Stella Rossa in casa, sul 3-0, non ci si fosse adagiati troppo sugli allori. Questi dati fanno capire che c’è del positivo su cui lavorare anche se l’annata potrebbe rivelarsi fallimentare se si uscisse in malo modo anche dall’Europa League. Peccato che non ci sarà più Hamsik, ormai prossimo a sbarcare in Cina, si era capito che il capitano fosse a fine ciclo, ma privarsene senza sostituirlo è l’ennesima scelta incomprensibile e pressapochista della società.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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