Sua moglie perde il bimbo, la forza e l’amore di Toloi

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Servizio di Maurizio Longhi (foto di Bruno Fontanarosa) @riproduzione riservata

Le imprese più grandi si riesce a compierle proprio dopo essersi asciugati le lacrime. Rafael Toloi si preparava ad affrontare la Juventus, da otto anni dominatrice in Italia, dagli spogliatoi sentiva il frastuono proveniente dagli spalti gremiti. Silenzio. Concentrazione. Poi la solita chiama a Flavia, la moglie in dolce attesa, aveva capito che qualcosa non andava, il bambino era volato via prima di venire al mondo. Sì, l’aveva capito, lei tergiversava perché il fischio d’inizio di una gara importantissima era imminente, ma ormai c’era poco da capire. Durante l’ingresso in campo, avrà pensato al momento in cui Flavia gli aveva annunciato di essere incinta, alla sua reazione felice, al tocco lieve e delicato sul grembo della moglie. Poi avrà guardato Cristiano Ronaldo e gli avrà fatto capire già con lo sguardo che non sarebbe stata serata per lui, non l’avrebbe fatto passare per nessuna ragione al mondo, lo doveva a quel figlio che non sarebbe più nato, che non avrebbe più visto ma che ugualmente doveva sentirsi orgoglioso di suo padre.

È successo che Cristiano Ronaldo davvero non abbia toccato palla contro un monumentale Toloi, autore di una prestazione sontuosa. Ed è successo che l’Atalanta abbia giganteggiato contro la Juve, imponendosi con un 3-0 imbarazzante per chi si aspettava i bianconeri cannibaleschi come sempre. L’Atalanta ha disputato la gara perfetta, Toloi aveva una marcia in più, la Juve poteva dire addio al sogno di conquistare il Triplete, la gloria era per la Dea. Applausi scroscianti dal pubblico, celebrazioni infinite dai media, l’impresa dell’Atalanta sarebbe stata esaltata da tutti, contro ogni pronostico, i campioni d’Italia erano caduti a Bergamo contro una avversaria più battagliera e famelica che mai. Ha accennato un sorriso Toloi al triplice fischio, ha abbracciato i suoi compagni di squadra, applaudito e ringraziato i tifosi per poi rientrare negli spogliatoi sforzandosi di trattenere le lacrime e il forte battito del cuore.

La sua Flavia aveva perso il bambino che portava in grembo, placare il dolore sarebbe stato impossibile, ma il forte difensore brasiliano ha voluto lanciare un messaggio di speranza attraverso il suo profilo social ufficiale: “La vita è così e noi dobbiamo essere forti in tutti i momenti e io credo che Dio abbia conservato il meglio per noi”. Da brividi, avrebbe potuto chiudersi nella sua sofferenza, invece, l’ha voluta condividere con tutti senza autocommiserarsi, perché nel suo cuore regna la speranza che Dio stia preparando per loro qualcosa di ancora più grande. Se non si è forti, si può rimanere schiacciati dalle sofferenze della vita, non c’è essere umano che ne sia immune, solo chi ha una grande Fede riesce a sopportare una atroce sofferenza nella speranza di una futura gioia, più grande e più attesa. Del resto, ciò che spunta dalle lacrime porta sempre con sé qualcosa di speciale. Speciale come il cuore di Toloi, colmo d’amore verso sua moglie, come ha voluto dimostrare nel suo commovente messaggio: “Alla mia amata moglie dico solo una cosa Ti amo e sarò sempre con te, Flavia Toloi”. Potrà succedere tutto nella vita, quando si ama con questa purezza, questa fedeltà e questa totalità, si può anche non essere preparati, ma ci si sente forti per affrontare qualsiasi cosa.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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