Ore concitate sull’asse Sarno-Giugliano. Poi arriva la scelta di Agovino…

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Tutto in pochissime ore, come il finale stuzzicante di un giallo. Massimo Agovino è il nuovo allenatore del Giugliano, che ieri ha incassato – ed accettato – le dimissioni di Antonio De Stefano. Un colpo di scena inatteso, arrivato dopo che la stessa Sarnese, nella serata di ieri, aveva ufficializzato l’investitura dell’ex trainer di Cavese e Potenza, il quale aveva diretto nel frattempo le sedute di allenamento di mercoledì e giovedì. Poi la chiamata dei Tigrotti, che hanno messo sul piatto un’offerta irrinunciabile bruciando tempi e ostacoli: nonostante un’intesa di massima, suggellata da una nota ufficiale, tra Agovino e il club granata non si era ancora arrivati alla firma formale del contratto.

Fatto sta che oggi pomeriggio la Sarnese riprenderà i lavori senza una guida tecnica. Ma al vaglio ci sono diversi nomi per il dopo Cusano. L’identikit più delineato porta nella direzione di Guglielmo Tudisco, ex tecnico di Casertana e Arzanese, lo scorso anno sulla panchina dell’Avellino Primavera. Tudisco, storico collaboratore del responsabile AIC Campania, Antonio Trovato, è un perno del progetto Equipe che da anni fornisce ai calciatori svincolati la possibilità di allenarsi in attesa del rientro agonistico. Ma si sondano anche altre piste.

Agovino, dal canto suo, sarà presentato alla stampa domani mattina dopo l’allenamento di rifinitura in vista della sfida casalinga con la Virtus Ottaviano. Al tecnico napoletano l’onere e l’onore di rimettere in marcia i gialloblu verso il traguardo serie D. Sfumata la Coppa Dilettanti, restano 10 partite da giocare per raggiungere l’obiettivo, o direttamente o tramite i play-off: difficile ma non impossibile il primo approdo, per nulla proibitivo il secondo. Si tratterà di raccogliere una eredità non facile, quella di De Stefano, tecnico giovane ma che il gusto della vittoria lo ha già assaporato portando le sue squadre in Eccellenza dopo cavalcate trionfali. E non casualmente, patron Sestile aveva puntato in estate sul suo rampantismo, nonostante la panchina gialloblu fosse appetita da tanti tecnici in attesa della proposta progettuale migliore. Non gli è riuscito il triplete, ma De Stefano lascia in dote un lavoro certosino, fatto di indubbia professionalità e di una buona composizione di difficili equilibri tecnici e gestionali. Anche i numeri non lo condannano, tutt’altro. Semmai esaltano il cammino da favola, e per certi versi inopinato, della Frattese, impietosa in casa (full score allo Ianniello al netto dell’ultimo derby), autoritaria in trasferta e con un reparto difensivo più affidabile di un muro di gomma. Dettagli e sfumature hanno deciso la sfortunata finale di Coppa: partita non bella, spezzettata, fisica e non meritevole certamente di un campo ridotto ai minimi termini. Va da sé che non si è visto un Giugliano esaltante ma, si sa, in casi del genere può succedere davvero di tutto. Ed è mancato anche un pizzico di buona sorte nella coda. De Stefano, questo è certo, lascia a testa alta.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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